ACQUARI IN PLEXIGLAS

Vasche per acquari di design: usa il Plexiglas!

Non tutti sono a conoscenza del fatto che, uno dei cavalli di battaglia della Metalplex (primo nome dell’azienda) è stato l’utilizzo di lastre in Plexiglas per la costruzione di acquari di varie dimensioni. L’apporto di tale materiale plastico nel campo dell’architettura e del design già nel 1977 si è dimostrato davvero notevole e si è evoluto negli anni dai semplici acquari, anche di grandi dimensioni, fino ai più grandi oceanografici.

Storia degli acquari

Possiamo collocare la nascita del primo acquario in vetro presumibilmente verso la metà del 1700, quando Madame Dubarry, un’amante di re Luigi XV in Francia, inventò la “ciotola” per pesci, anche se, solo nel 1805, fu accreditato a Robert Warrington lo sviluppato del primo vero acquario.

Successivamente, durante il periodo vittoriano, in Inghilterra e in Europa, l’allevamento di pesce come hobby sviluppò un certo seguito. A quel tempo, gli hobbisti usavano serbatoi con fondo in ardesia o acciaio e li riscaldavano da sotto con le fiamme! Nonostante i continui miglioramenti, gli acquari non raggiunsero un vero e proprio periodo di innovazione fino agli anni ’50, quando le vasche incorniciate in vetro furono sostituite da vasche sigillate in vetro. Solo negli ultimi 50 anni, a partire dal 1970 circa, l’acrilico ha finalmente preso il posto del vetro, diventando il materiale perfetto per gli acquari.

Infatti, la trasparenza e la duttilità del Plexiglas, particolarmente adatto per poter ricostruire il mondo subacqueo, è stata “sfruttata” sia per costruire le pareti contenitive delle grandi vasche che per costruire tunnel panoramici dall’effetto spettacolare, per regalare un’esperienza “immersiva” e unica ai visitatori.

Acquari: i vantaggi del Plexiglas

Perché preferire il Plexiglas al vetro?

Ora che abbiamo velocemente introdotto la nascita degli acquari, possiamo parlare degli aspetti positivi nell’utilizzare il Plexiglas per la loro realizzazione. Ci sono molte ragioni per le quali si preferisce l’acrilico al vetro per ospitare pesci di varie specie all’interno degli acquari, adesso ve ne citeremo qualcuna:

  • Leggerezza
  • Resistenza agli urti e alle crepe
  • Facilità nella personalizzazione e nel taglio per l’inserimento dell’impianto idraulico
  • Malleabilità e forte personalizzazione
  • Maggiore capacità di fornire isolamento

Possiamo dire che, in termini di pesantezza, gli acquari in Plexiglas arrivano a pesare circa la metà dei loro competitors in vetro. Un altro vantaggio importante delle vasche in acrilico è il fatto di essere molto più resistenti al crack rispetto al vetro. Legato a questo aspetto si collega anche la malleabilità, i materiali plastici sono infatti più facili da tagliare e modellare. Infinite sono le possibilità di personalizzazione degli acquari; oltre alla forma rettangolare a cui siamo tutti abituati, si possono trovare anche vasche a forma di esagono, pentagono, sfera e proiettile (curvo da un lato e quadrato dall’altro – assomigliano a un proiettile da arma da fuoco) e la lista va avanti. Alcuni acquari possono essere realizzati anche con il fronte curvo e il retro piatto, dando così un’interessante prospettiva a tutto la bolla d’acqua. Ultimo, ma non meno importante vantaggio, è l’isolamento. Se si possiedono pesci tropicali, che necessitano di un’acqua più calda rispetto ai pesci normali, il Plexiglas è sicuramente il prodotto migliore da scegliere, in quanto miglior isolante termico rispetto al vetro.

Acquari: gli svantaggi del vetro

Il vetro è molto denso e pesante. La sua densità dà all’acquario molta più presenza nella stanza, ma è anche un vero incubo da sollevare, proprio in ragione del suo peso. Il problema di questa sua caratteristica si potrebbe avvertire nel momento in cui esso debba essere trasportato. L’attenzione dovrà essere ai massimi livelli per non romperlo o incrinarlo durante il tragitto. Infatti, a differenza degli acquari in Plexiglas, il vetro se cade si frantuma in mille pezzi e la probabilità che cada o si danneggi è molto più alta rispetto ad un acquario in materiale acrilico.
Il vetro ha un indice di rifrazione diverso dall’acqua, piega la luce in modi strani e meravigliosi, riuscendo sempre a distorcere leggermente l’immagine finale. Questo significa che, quando la luce passa attraverso l’aria, poi il vetro e poi l’acqua per rimbalzare su un pesce ed essere riflessa indietro attraverso l’acqua, poi il vetro e poi l’aria, la luce viene piegata quattro volte. Ogni volta che la luce viene piegata, l’immagine viene distorta e i colori non sono del tutto veri, la posizione non è del tutto precisa, le dimensioni possono essere leggermente distorte. Quindi, quando si guarda un oggetto attraverso l’acqua, il vetro lo fa di dimensioni leggermente diverse o cambia le sue forme e gli angoli. Questo processo si chiama rifrazione della luce e nel complesso non è un problema enorme per acquari domestici in quanto il vetro non è abbastanza spesso per oscurare completamente l’aspetto dei pesci, ma è comunque un processo che non si verificherebbe con l’utilizzo del Plexiglas.

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